Art Blog by Loredana De Simone

Divoratori convinti ed occasionali

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A quanto pare passiamo Pasqua e Pasquetta a nutrirci.

Che  siano uova di cioccolato o musei visitati con lo spirito di divoratori occasionali di arte, che tanto fa moda come la cena vegana del venerdì sera.

Così anche io mi sono nutrita, alto contenuto di grassi annacquato al tè verde accompagnato da un film che volevo vedere da tempo “Saint Laurent” di Bertrand Bonello.

Ho aspettato quasi un anno, poi l’ho visto in francese non capendoci nulla, ovviamente.

Visivamente ineccepibile (dei dialoghi non posso parlarne, vedi sopra), ma questo film mi ha sollevato non pochi dubbi.

In primis, vorrei sapere perché quel povero Pierre Bergè passa sempre per il cornuto della situazione. Spero che qualcuno si decida a fare un film o un documentario su questo sant’uomo e mi faccia capire se è masochista o cosa.

Poi non mi è chiaro un fatto, direi fondamentale: questo film è un omaggio a Yves Saint Laurent o una apologia a Helmut Berger?

Ho preferito la precedente fatica del regista (L’Apollonide, 2011), ma va riconosciuto che  la messa in scena, curata nei minimi dettagli, è il punto forte di Bonello.

I più diranno che il film va visto  per la scena di nudo di Gaspard Ulliel, io non appartengo a questo partito. Per me il film merita anche solo per la sequenza in cui Berger – Yves guarda alla tv un film di Berger – Berger, immagini altamente surreali della “caduta di un dio” (parafrasando proprio Visconti). Oppure, potete guardare il film per godere della figaggine di Louis Garrel che sa pavoneggiarsi anche in completo bianco e mantello…quando si dice convinzione.

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