Art Blog by Loredana De Simone

Hommage to Nancy Cunard

 

The pictures of Nancy Cunard taken by Man Ray had always had a certain fascination for me (in fact I have already mentioned here).

The unconventional beauty, androgynous and magnetic of Nancy Cunard have made her a timeless icon. It was the muse of many artists like Oskar Kokoschka, Brancusi, Cecil Beaton and Man Ray himself. Muse but also apatron who in 1928 founded her publishing house in Paris the Hours Press that had the great merit of being the first to publish Samuel Beckett.

English by birth, she spent most of her life in Paris, in her house on Ile Saint-Louis, and once belonged to Amedeo Modigliani. Desirous of freedom she left the comfortable life of her family, leaving behind even a short marriage, and moved into the Paris of the Surrealists and Dada.

1928 was a rich year for Nancy Cunard, in fact she knows at Biennale in Venice the African-American jazz musician Henry Crowder with whom she had a relationship, strongly contested by hes mother. From this personal context was born the idea of her central work “Negro Anthology, 1931-1934”: a collection of texts and photographs that are meant to break down racism.

This is the period in which starts iher collection of African art objects, such as large ivory bracelets that decorate her arms up to the elbows that became her feature. Man Ray capturesNancy precisely with these.

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Le foto di Nancy Cunard scattate da Man Ray hanno sempre esercitato un certo fascino su di me (infatti le ho già citate qui).

La bellezza non convenzionale, androgina e magnetica di Nancy Cunard l’hanno resa una icona intramontabile. Fu musa di molti artisti come Oskar Kokoschka, Brancusi, Cecil Beaton e lo stesso Man ray. Musa ma anche mecenate che nel 1928 fondò la sua casa editrice a Parigi  Hours Press che ebbe il grande merito di essere la prima a pubblicare Samuel Beckett.

Inglese di nascita, trascorse la maggior parte della sua vita a Parigi, nella sua casa sull’ Île Saint-Louis, una volta appartenuta ad Amedeo Modigliani. Desiderosa di libertà abbandonò la vita agiata della sua famiglia, lasciandosi alle spalle anche un breve matrimonio, e si trasferì nella Parigi dei Surrealisti e dei Dada.

Il 1928 è un anno ricco per Nancy Cunard, infatti conosce alla Biennale di Venezia il jazzista afro-americano Henry Crowder col quale avrà una relazione fortemente contestata da sua madre. Da questo contesto personale nasce l’idea della sua opera centrale “Negro Anthology, 1931-1934”: una raccolta di testi e fotografie che hanno come scopo lo scardinamento del razzismo.

Questo è il periodo nel quale inizia le sua collezione di oggetti di arte africana, come i grossi bracciali di avorio che le decoravano le braccia fino ai gomiti che divennero il suo tratto distintivo. Man Ray immortala Nancy proprio con questi.

*Inspirations*

Nancy Cunard by Man Ray, 1926

Nancy Cunard by Man Ray , 1926

Man Ray, Nancy with bracelets, 1926

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