Art Blog by Loredana De Simone

La philosophie du boudoir

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Madame Dabi Boudoir, illustration by Amalia Russiello.

Il termine Boudoir deriva dal verbo francese Bouder che vuol dire “tenere il broncio” ed indica una stanza privata nella quale una donna può ritirarsi. Storicamente il Boudoir femminile è l’equivalente del Gabinetto maschile, un luogo dove dedicarsi alla cura del corpo, adiacente alla camera da letto.

La fama del Boudoir come luogo di attività intime e private è stata aumentata in senso licenzioso dal libro La philosophie dans le boudoir scritto dal Marquis de Sade e pubblicato nel 1796. La reputazione scandalosa del Boudoir perdura fino ai giorni nostri, condizionando l’accezione che questo termine ha avuto nel corso dei decenni. Oggi il termine Boudoir evoca quasi esclusivamente immagini di donne nude o seminude sullo sfondo di una camera da letto come una moderna interpretazione di quelle “Carte Postale” degli inizi del ‘900, o per meglio dire ne sono la reinterpretazione “trash”. Pur reclamando una rivendicazione artistica e femminista, questi moderni esempi di Boudoir Photograpy hanno ben poco di artisticamente ricercato e molto Photoshop, per questo non vedo dove sia l’originaria esaltazione della bellezza femminile. Ovviamente, nel mare delle proposte, ci sono le dovute eccezioni che spiccano per bellezza e possono essere considerate degne eredi di quel glorioso passato.

Allontanandoci da constatazioni e paragoni, io e Amalia Russiello A.K.A Madame Dabi abbiamo deciso di andare a “frugare” alla ricerca del significato più profondo della cosiddetta Boudoir Art. In questa ricerca, dal mio canto teorica e dal suo artistica, sono emerse ed emergono le fondamenta dell’esaltazione femminile alla base di questo fenomeno artistico, la cui conoscenza è piena di lacune e del quale non è facile trovarne eredi.

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The term Boudoir derives from the french verb Bouder  meaning “sulk” and indicates a private room in which a woman can withdraw. Historically women’s Boudoir is the equivalent of the male Cabinet, a place where you can devote to the personal care, adjacent to the bedroom.
The fame of the Boudoir as a place for intimate and private activities has been increased in licentious sense from the book La Philosophie dans le boudoir written by the Marquis de Sade and published in 1796. The scandalous reputation of the Boudoir continues to this day, affecting the sense that this term has had over the decades. Today, the term Boudoir evokes almost exclusively images of naked or semi-naked women on the background of a bedroom as a modern interpretation of those “Carte Postale” of the early ‘900, or rather it is their “trash” reinterpretation. While demanding an artistic and feminist claim, these modern examples of Boudoir Photography have very little artistically researched and much Photoshop, so I do not see where is the original exaltation of feminine beauty. Obviously, in the sea of the proposals, there are some exceptions that stand out for their beauty and can be seen as worthy heirs of that glorious past.
Moving away from observations and comparisons, I and Amalia Russiello A.K.A Madame Dabi decided to go to “rummage” in search of the deeper meaning of the so-called Boudoir Art. In this research, mine theoretical hand and hers artistic, have emerged and emerge the exaltation of  female behind this artistic phenomenon, the knowledge of which is full of gaps and of which it is not easy to find heirs.

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Francoise Boucher, La Toilete, 1742.

Le cosiddette “scene da Boudoir” non sono un fenomeno recente nella storia dell’arte. Opere famose e meno conosciute sono ambientate in questi luoghi tutti al femminile. Il francesismo della parola Boudoir è stato utilizzato spesso per scene intime e private, non indicando sempre e necessariamente il luogo fisico del Boudoir.

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The so-called “scenes of Boudoir” are not a recent phenomenon in the history of art. Famous and lesser-known artworks are set in these all women places. The french word Boudoir was often used for intimate and private scenes, do not always and necessarily indicating the physical location of the Boudoir.

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EdouardManet, Olympia, 1863.

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 Frantisek Kupka, Boudoir Scene, 1903.

La Boudoir Art come vero e proprio genere artistico inizia nei primi anni del 1900 concentrandosi sulla innata bellezza della figura femminile, essa investì la moda e i giornali a partire dal 1910 a Parigi. A quel tempo gli illustratori si occupavano della pubblicità di nuovi prodotti ed abiti e le donne del nuovo secolo avevano bisogno di modelli che rappresentassero le loro esigenze. In tutto il mondo nascevano movimenti per i diritti femminili, le donne rivendicavano a gran voce l’uguaglianza agli uomini e le donne parigine divennero d’esempio per tutto il mondo. Queste mademoiselles provocatorie e chic ben raffiguravano le nuove esigenze di tutto il mondo femminile che si liberava dalle restrizioni dell’epoca Vittoriana: apparvero nelle Boudoir Art donne che fumano in pubblico, dalle scollature profonde, con abiti trasparenti, che ballano con le gambe scoperte e che scelgono i propri amanti per il loro piacere. Le donne della Boudoir Art non rappresentavano modelli lontani, erano modelli veri.

Tutti desideravano possedere quelle immagini, le donne si sentivano rappresentate ed ammiravano queste mademoiselles, gli uomini erano affascinati dalla loro audacia. La Boudoir Art divenne un trend seguito dal grande pubblico ma non molto amato dal mondo accademico. La risposta alla larga richiesta fu l’introduzione di stampe di un largo numero di copie firmate dagli illustratori e vendute.

Si può dire che il primo artista della Boudoir Art fu Maurice Millière, che iniziò a produrre scene”semi-risque” dal 1912, ma la fama del suo contemporaneo Louis Icart lo eclissò, come del resto tutti gli altri esponenti della Boudoir Art, tanto che col tempo questo genere fu riconosciuto come “alla Louis Icart”. Questo è stato uno dei motivi per i quali la Boudoir Art come genere col tempo è caduta nel dimenticatoio.

Gli anni ’20 furono l’epoca d’oro della Boudoir Art: dopo la Prima Guerra Mondiale il mondo era pervaso da un nuovo senso di fiducia e le donne andavano incontro alla loro indipendenza. Con il boom economico si favorì l’acquisto di originali, dozzine di litografie venivano prodotte per la grande massa da distributori parigini come Estampe Moderne, e l’America acquisì la maggior parte di questi prodotti. Louis Icart fu l’unico artista a produrre e distribuire in prima persona le proprie stampe.

Con il crollo economico del 1929 crollò anche il fenomeno di massa della Boudoir Art che, in qualche modo, riuscì a sopravvivere negli anni ’30 ma fu completamente eclissata nel 1940 con l’incursione nazista a Parigi.

La Boudoir Art fu dimenticata per decenni.

Divenne fenomeno di collezionismo negli anni ’70 grazie alla rivoluzione culturale ed al movimento hippie. Ovviamente Louis Icart fu il primo artista ad essere riscoperto (Louis Icart: original Icart book, 1973 by S. Michael Schnessel).

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The Boudoir Art as a true art form began in the early 1900s focusing on the innate beauty of the female figure, it invested fashion and newspapers since 1910 in Paris. At the time the illustrators took care of the advertising of new products and clothes and the women of the new century needed models that represent their needs. Around the world were born movements for women’s rights, women claiming loudly equality to men and Parisian women became an example for the whole world. These provocative and chic mademoiselles well depict the changing needs of the whole world of women freed himself from the Victorian era restrictions: in the Boudoir Art appeared women who smoke in public, wth low necklines, transparent clothes, dancing with bare legs and they choose their lovers for their pleasure. The women of the Boudoir Art did not represent distant models, were true models.

Everyone wanted to have those images, the women felt represented and admired these mademoiselles, men were fascinated by their audacity. The Boudoir Art became a trend followed by the general public but not much loved by the academic world. The answer to the large demand was the introduction of prints of a large number of copies signed by the illustrators and sold.

We can say that the first artist of Boudoir Art was Maurice Millière, which began producing “semi-risque” scenes since 1912, but the fame of his contemporary Louis Icart eclipsed him, as indeed all the other members of Boudoir Art, the that with time this genre was recognized as “the Louis Icart”. This was one of the reasons why the Boudoir Art as a genre with time has fallen into obscurity.

The ’20s were the golden age of Boudoir Art: after the First World War, the world was filled with a new sense of confidence and the women they were getting their independence.

The economic boom encouraged the purchase of originals, dozens of lithographs were produced for the large mass by Parisians distributors as Estampe Moderne, and America acquired the majority of these products. Louis Icart was the only artist to produce and deliver in person his prints.

With the economic collapse of 1929 also collapsed the mass phenomenon of Boudoir Art that, somehow, managed to survive in the ’30s but was completely eclipsed in 1940 with the Nazi incursion in Paris.

The Boudoir Art was forgotten for decades.

It became a collectors phenomenon in the ’70s thanks to the cultural revolution and the hippie movement. Obviously Louis Icart was the first artist to be rediscovered (Louis Icart: Icart original book, 1973 by Michael S. Schnessel).

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 Maurice Milliere, Le miroir brise, 1918.

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La Vie Parisienne by Leo Fontan, 1918.

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Suzanne Meunier on Le Sourire, Les Jolies Muses, 1926.

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Louis Icart, Intimacy, 1928 circa.

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William Ablett, On the cushion, 1928 circa.

Images from: Wikipedia and Pinterest.

Bibliography:

 – Boudoir Art: The celebration of life by Clifford P. Catania, Schiffer Publishing; 1994.

 – http://louisicart.com/

 – http://www.davidchasegallery.com/default.asp

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