Art Blog by Loredana De Simone

La Valtesse

Mademoiselle Lucie Delabigne depicted by Manet in this 1879 drawing 'Valtesse de la Bigne'

Valtesse de la Bigne by Manet, 1879 

 

Lucie Delabigne was among the most famous cocottes of the Paris Belle Èpoque, renamed herself by Valtesse, which sounds very similar to “Votre Altesse”.

Her story has anything but easy: daughter of a prostitute and a drunken father, she was still a child working in a candy store, little more than an adolescent was victim of violence by an old man.

When she moved to work in a shop in the 9th arrondissement, the area known as Notre-Dame de la Lorette, she became a prostitute. This area of the city was buzzing with commercial activities that gave work to many young women who occasionally prostituted themselves, the so-called lorettes.

The young Valtesse here knows and falls in love with a soldier from whom she has two children and who after two years will abandon her, deeply disappointed by this experience, decides to follow the dream of being free and rich, giving up love.

In 1855 she became the lover of the composer Jacques Offenbach also participating, with little success, to some theatrical works. Since then she became a real cocotte and had very rich lovers, like Prince Lubomirski, who gave her an apartment on rue Saint-Georges and then Prince de Sagan, who had her built a hôtel particulier designed by Jules Février at 98 boulevard. Malesherbes.

La Valtesse managed her career well, investing her enormous heritage wisely, so much so that she was one of the few of her colleagues to die rich.

Little more than fifty years old retired, dedicating the last years of her life to educate young women who aspired to become cocottes, as Liane de Pougy who was also her lover (which in her work Idylle saphique was inspired by La Valtesse for the character of Altesse).

During her cocotte life lA Valtesse was among the most famous and desired women of all Europe, her long red hair and blue eyes made her stand out for beauty, so many artists portrayed her as Manet and Henri Gervex, who was inspired to her also for the female character in the painting that still today decorates the wedding hall of the Town Hall of the 19th arrondissement of Paris.

Zola in his novel Nanà tells the story of the protagonist taking a large cue from the Valtesse. And it is precisely through this novel, which did not please La Valtesse at all, that we have the description of the center of her power, that bed where she had built her freedom. Today we can admire it at Le musée des Arts décoratifs with its sheets disheveled and the portrait of La Valtesse on the wall.

 

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Lucie Delabigne fu tra les cocottes più famose della Parigi Belle Èpoque, ribattezzata da se stessa Valtesse, che suona molto simile a “Votre Altesse”.

La sua storia ha origini tutt’altro che facili: figlia di una prostituta e di un padre ubriacone, inizia ancora bambina a lavorare in un negozio di dolci, poco più che adolescente è vittima di violenza da parte di un uomo anziano.

Quando si spostò a lavorare in un negozio nel nel 9th arrondissement, zona detta  Notre-Dame de la Lorette, iniziò a prostituirsi. Quest’area della città era brulicante di attività commerciali che davano lavoro a molte giovani donne che per arrivare a fine mese si prostituivano occasionalmente, le cosiddette lorettes.

La giovane Valtesse qui conosce e si innamora di un soldato dal quale avrà due figli e che dopo due anni la abbandonerà, profondamente delusa da questa esperienza decide di inseguire il sogno di essere libera e ricca, rinunciando all’amore.

Nel 1855 diventa l’amante del compositore Jacques Offenbach partecipando anche, con scarso successo, ad alcune opere teatrali. Da allora divenne a pieno titolo una cortigiana ed ebbe amanti ricchissimi, come il principe Lubomirski, che le regalò un appartamento in rue Saint-Georges e poi il principe de Sagan, che le fece costruire un hôtel particulier disegnato da Jules Février al 98 di boulevard Malesherbes.

La Valtesse seppe gestire bene la sua carriera, investendo il suo enorme patrimonio saggiamente, tanto che fu una delle poche sue colleghe a morire ricca.

Poco più che cinquantenne si ritirò, dedicando gli ultimi anni della sua vita ad educare giovani donne che aspiravano a diventare cocottes, come Liane de Pougy che fu anche sua amante (la quale nella sua opera Idylle saphique si ispira proprio alla Valtesse per il personaggio di Altesse).

Durante la sua vita da cocotte la Valtesse fu tra le più famose e ambite donne di tutta Europa, i suoi lunghi capelli rossi e gli occhi azzurri la facevano spiccare per bellezza, così anche molti artisti la ritrassero come Manet ed  Henri Gervex, che si ispirò a lei anche per il personaggio femminile nel dipinto che ancora oggi decora la sala matrimonio del Municipio del XIX ° arrondissement di Parigi.

Zola nel suo romanzo Nanà racconta la storia della protagonista prendendo largamente spunto da la Valtesse. Ed è proprio attraverso questo romanzo, che non piacque per nulla alla Valtesse, che abbiamo la descrizione del centro del suo potere, quel letto dove aveva costruito la sua libertà. Oggi possiamo ammirarlo presso Le musée des Arts décoratifs con le lenzuola sfatte ed il ritratto della Valtesse appeso alla parete.

 

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Portrait Mlle Valtesse de la Bigne by Henri Gervex, 1879

 

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The Civil Marriage by Henri Gervex, 1881

 

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La Valtesse bed at Le musée des Arts décoratifs

 

Suggested books:

“Isola”, di Valtesse de La Vigne. Paris, Dentu, 1876

The Mistress of Paris: The 19thCentury Courtesan Who Built an Empire on a Secre, Catherine Hewitt, 2015

 

 

 

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