Art Blog by Loredana De Simone

Les chambres de Madame Damour #2

 

It was Mademoiselle Pearl’s birthday, but no one had ever greeted her.
A week earlier, like every week, he had received a letter from Hollywood.
Mademoiselle M. wrote her for two years, since the night they met. That evening it was raining heavily, every drop seemed to resonate on the windows and the crackling of the wood in the fireplace served as the background.  Madame Damour brought up on the first floor a young German actress. She appread to Mademoiselle Pearl like she has always imagined a German woman: tall, blond and beautiful legs. And she was just like that, wrapped in a black suit whose pants wrapped her thighs, glimpsing her shape.

That night two years ago were girls games, both too little expert and very curious. But Mademoiselle M. made a promise before leaving, to give her a pearl necklace on her return.

But Mademoiselle Pearl had forgotten that promise, she was just taken by her enthusiasm and excitement to see Mademoiselle M.

When she came from the door seemed like a dream, completely different from all those made so far. Her blond hair fell in curls over her face and that face was accorded to the male tuxedo. Mademoiselle Pearl gave her back to the door of the room, watching her from her mirror were she was adding the last touches of powder. She approached her with gentle steps and putting around her neck a pearl necklace that fell long until her crossed legs. Then there are standing against each other: they had longed for such a long time that now they did not dare to hang, for fear of breaking a moment that was  not just a fantasy.

Both were no longer the girls of two years before and the desire had been fueled miles away, filled with words, sighs and desires.

Mademoiselle M., without touching her, squeezed the necklace around her neck just a little, to open the closure and making it fall heavily between her legs, like a ribbon around a package with a such beautiful wrapping paper that you are afraid to unwrap . Pulling it again, slowly, stopping for a moment at every pearl she met.

Mademoiselle Pearl then kissed her neck from the shirt, filled  of her  perfume. Sinking her mouth on the skin, touching her hair and shoulders.

They both  started to move and all night they played a delicate game that indulged  their fantasies of grown girls.

 

***

 

Era il compleanno di Mademoiselle Pearl ma nessuno le aveva ancora fatto gli auguri.

Una settimana prima, come ogni settimana, aveva ricevuto una lettera da Hollywood.

Mademoiselle M. le scriveva da due anni, dalla sera in cui si erano conosciute. Quella sera fuori pioveva forte, ogni goccia pareva risuonare sui vetri delle finestre e lo schioppettio della legna nel camino faceva da sottofondo. Madame Damour  fece salire al primo piano una giovane attrice tedesca. A Mademoiselle Pearl apparve come aveva sempre immaginato una donna tedesca: alta, bionda e dalle gambe bellissime. E lei era proprio così, avvolta in un completo nero i cui pantaloni le avvolgevano le cosce, facendone intravedere la forma.

Quella sera di due anni prima furono giochi di ragazze, entrambe troppo poco esperte e molto curiose. Ma Mademoiselle M. le fece una promessa prima di andare via, quella di regalarle una collana di perle al suo ritorno.

Ma Mademoiselle Pearl l’ aveva anche dimenticata quella promessa, era solo presa dall’entusiasmo e dall’eccitazione di rivedere Mademoiselle M.

Quando entrò dalla porta le parve un sogno, completamente diverso da tutti quelli fatti fino ad ora. I capelli biondi le ricadevano in riccioli sul viso e quel viso si accordava al tuxedo maschile. Mademoiselle Pearl dava le spalle alla porta della camera, la osservava dal suo specchio mentre ancora metteva gli ultimi tocchi di cipria. Lei la raggiunse con passi lievi e le cinse il collo appoggiandole intorno una collana di perle , che ricadde lunga fino a sfiorarle le gambe accavallate. Poi si trovarono in piedi, l’una contro l’altra: lo avevano desiderato per così tanto tempo che ora non osavano taccarsi, per paura di rompere un momento che non era solo una  fantasia.

Entrambe non erano più le ragazzine di due anni prima ed il desiderio era stato alimentato da chilometri di distanza, colmati da parole, sospiri e desideri.

Mademoiselle M., senza sfiorarla, le strinse la collana intorno al collo solo un po’, fino ad aprirne la chiusura e facendola ricadere pesantemente tra le sue gambe,  come un nastro intorno ad un pacchetto dalla carta talmente bella che si ha paura di scartarla. Tirando ancora, lentamente, fermandosi per un istante ad ogni perla che incontrava.

Mademoiselle Pearl allora le baciò l’incavo del collo che fuoriusciva dalla camicia, intrisa del suo profumo. Affondando la bocca sulla pelle, sfiorandole i capelli e le spalle.

Iniziarono a muoversi entrambe e per tutta la notte giocarono ad un gioco delicato che appagò le loro fantasie di ragazze ormai cresciute.

 

 

Illustrations by Amalia Russiello 

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