Art Blog by Loredana De Simone

Les chambres de Madame Damour #3

 

After the performance of the nine, every wednesday Madame S. reached Les Cambres de Madame Damour in her car. Mademoiselle Colette waited in the living room on the ground floor entertains chat with other guests, after preparing the red room to accommodate her mistress owner of a famous cabaret not far, where she performed every night with her songs. Wednesday was a quiet day for business and Madame S. did not miss this opportunity to visit her.

It seems that Madame Damour was a big fan of Madame S. in fact often she listened her records in the large living room and singing loudly, she loved so much her songs that she had also asked several time to perform there but probably was never reached an agreement.

Madame S. arrive punctually every wednesday, she could be heard to turn the corner of the road from the noise of her car, with which she had promised to bring Mademoiselle Colette traveling on the coast but it seems that, also for this point, was not yet reached an agreement.

Even that evening Mademoiselle Colette was expecting her with great anxiety, she had already prepared their favorite room, the one with the red walls where the light could stay on all night without disturbing the eyes, allowing Madame S. not to see on her body the signs of pleasure that gave her. For that evening she had prepared all her favourite objects of pleasure, but what gave her the most big pleasure was that Madame S. did not know what to use in their favorite practice until she got up in the room.

Madame S. came punctual as usual, wrapped in a silver dress that left backless and that give a glimpse almost completely to her little breasts. Mademoiselle Colette went against her with the most satisfied the smiles and took her hand as they climbed the stairs. Madame Damour watched this scene every wednesday, which was repeated the same and with the same emphasis, thinking how love can give moments of happiness.

Mademoiselle Colette opened the red covered door like the rest of the room, and let Madame S. see the tray with the objects of pleasure for that evening, as she completely uncovered her breasts making them out from the neckline of the dress: with that gesture she expressed her appreciation and imposed on her not to take it away.

Madame S. was as always more than satisfied with the choice of Mademoiselle Colette as well, without losing time removed her robe and tied her on the back down on a stool, being careful to  show her butt  uncovered by the black lingerie. She picked up a whip made of velvet threads, obviously red as the room, and started to touch with irregular movements Mademoisselle Colette’s back and legs.

When she had exhausted her fantasies with that first object she went to the second, a whip made of so many silk threads, obviously also these reds. Their effect on the skin of Mademoiselle Colette was not only delicate as velvet, but the spanks became more intense, voluptuous yet left a tingling sensation on her skin. Madame S.’s movements were precise, she knew well how to get pleasure from observing the whisperings of her sweet maitresse, Yes was  Madameiselle Colette to dominate her, even though she was the one tied to: for each meeting she carefully chose the objects that most pleased her, choose which lingerie to wear and even if Madame S. will stay dressed.

It was a game that reached the climax with the third object, a whip made of leather that was to be handled with the force needed to leave on the white skin of Mademoiselle Colette red signs, as it was invisible in the light of that already red room. But Madame S. could feel the heat with her hands and kisses, which would only serve to make her slavery sweeter.

 

***

 

Dopo lo spettacolo delle nove, ogni mercoledì Madame S. raggiungeva Les Cambres de Madame Damour nella sua auto. Mademoiselle Colette la attendeva nel salone al pian terreno intrattenendosi a chiacchierare con le altre ospiti, dopo aver preparato la camera rossa per accogliere la sua amante proprietaria di un famoso locale non molto distante, dove si esibiva ogni sera con le sue canzoni. Il mercoledì era una giornata tranquilla per gli affari e Madame S. non perdeva quest’occasione per farle visita.

Pare che Madame Damour fosse una grande fan di Madame S. infatti ascoltava spesso i suoi dischi nel salotto grande cantandole a squarciagola, tanto che si raccontava che più volte le avesse chiesto di esibirsi anche lì ma probabilmente non fu mai raggiunto un accordo.

Madame S. arrivava puntualissima ogni mercoledì, la si sentiva girare l’angolo della strada dal rumore della sua auto,  con la quale aveva promesso di portare Mademoiselle Colette in viaggio sulla costa ma pare che anche per questo non fosse stato raggiunto ancora un accordo.

Anche quella sera Mademoiselle Colette la attendeva con molta ansia, aveva già preparato la loro camera preferita, quella con le pareti rosse dove la luce poteva restare accesa tutta la notte senza infastidire gli occhi, permettendo a Madame S. di non vedere sul suo corpo i segni del piacere che le dava. Per quella serata aveva preparato tutti gli oggetti del piacere che preferiva, ma ciò che glie ne dava di più era il fatto che Madame S. non sapesse cosa dover utilizzare nella loro pratica prediletta, fino a che non fosse salita in camera.

Madame S. arrivò come al solito puntualissima, avvolta in un abito argento che le lasciava la schiena scoperta e che faceva intravedere quasi completamente i piccoli seni. Mademoiselle Colette le andò in contro con il più soddisfatto dei sorrisi e la prese per mano mentre salivano le scale.  Madame Damour osservava questa scena ogni  mercoledì, che si ripeteva uguale e con la stessa enfasi, pensando a quanto l’amore possa dare attimi di felicità.

Mademoiselle Colette aprì la porta tappezzata di velluto rosso, come tutta la stanza, e fece intravedere a Madame S. il vassoio con gli oggetti del piacere per quella serata, mentre le scopriva completamente i seni facendoli sporgere dallo scollo dell’abito: con quel gesto espresse il suo apprezzamento e le impose di non toglierlo.

Madame S. era come sempre più che soddisfatta della scelta di Mademoiselle Colette così, senza perder tempo le tolse la vestaglia e la legò a pancia in giù sullo sgabello, stando attenta a metterle in mostra il sedere che restava scoperto dalla lingerie nera. Prese dal vassoio una frusta fatta di fili di  velluto, ovviamente rossi come la stanza, ed iniziò a sfiorare con movimenti irregolari la schiena e le gambe di Mademoisselle Colette.

Quando ebbe esaurito le sue fantasie  con quel primo oggetto passò al secondo,  una frusta fatta di tanti piccoli fili di seta, ovviamente anche questi rossi. Il loro effetto sulla pelle di Mademoiselle  Colette non era solo delicato come il velluto, ma i colpi si facevano più intensi, voluttuosi ma al tempo stesso lasciavano una sensazione di pizzicore sulla sua pelle. I movimenti di Madame S. erano precisi, sapeva bene come procurarsi piacere osservando i sussulti della sua dolce dominatrice, si era proprio Mademoiselle Colette a dominarla, anche se era lei quella legata: ad ogni incontro sceglieva con cura gli oggetti che più le davano piacere, sceglieva quale lingerie indossare ed anche se far restare vestita Madame S.

Era un gioco che raggiungeva il culmine con il terzo oggetto, una frusta fatta di pelle che doveva essere maneggiata con la forza necessaria a lasciare la pelle bianca di Mademoiselle Colette arrossata, per quanto risultasse invisibile alla luce di quella camera già rossa. Ma Madame S. ne poteva sentire il calore con le mani ed i baci, che sarebbero serviti solo a rendere più dolce quella sua schiavitù.

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