Art Blog by Loredana De Simone

Les Chambres de Madame Damour #5

Illustration By Madame Dabi

Miss H. a few weeks ago had read an article on a French magazine about Les Chambres de Madmae Damur. That day she was in a photo studio for a famous make-up advertising campaign, but her mind continued to project the voluptuous images of those beautiful French women dressed all over and who lived every day for pleasure, so Distant and different from her that she felt trapped in a life she had not chosen, glamorous but so sad.

So he sent a letter to Madame Damour, explaining her impatience and lack of familiarity with pleasure. Madame Damour, thanks to her experience, immediately realized that the seemingly angelic and remissive apparence of the beautiful star, admired all over the world for her purity, concealed in reality a most irresistible desire to indulge in pleasure with her whole body. Madame Damour’s response was short and straightforward: she invited her to spend a night at Les Chambres de Madame Damour in the company of one of her girls.

La Dame Sadique was the most inclined girl to the pleasure that Madame Damour had known, even her appearance gave mixed feelings from the first glance. Her way of exploring pleasure was the result of an innate dominatrix instinctual, which was also expressed through her austere and sensual outfit, which exalted all the generous forms of her body and she knew very well that even those were a weapon to dominate the view and mind of the observer.

The Dame Sadique had been informed of Miss H.’s arrival only a few days before and the evening of their meeting arrived she spent hours and hours preparing each detail for their night of pure abandonment. She was helped by Mademoiselle J., her favorite companion because she was always gentle and remissive of his dominant whims.
At ten o’clock the gold room was ready to welcome the beautiful Miss H., who walked iintimidated through threshold and looking down. Her platinum hair fell in massive waves on her delicate shoulders, La Dame Sadique thought that she looks like an angel painted by Raffaello.

Mademoiselle J. La accolse col più dolce dei sorrisi, senza veli sul corpo ben stretto in un corsetto pescato che ne risaltava la bellezza della pelle ebano. La Dame Sadique iniziò a provare subito piacere alla vista di quelle due bellezze ma al tempo stesso la infastidì tremendamente l’abbandonarsi istintivo di Miss H. alla gentilezza di Mademoiselle J. Così, senza spazio ai convenevoli, non mostrò alcun cenno alla dolcezza né sul volto né con i gesti, facendo inginocchiare Miss. H. stretta nel suo abito perlaceo che si confondeva con la su a stessa pelle. La strinse con  corde nere lungo tutto il corpo, fino alle gambe piegate, senza lasciarle spazio a nessun movimento.

Mademoiselle J. welcomed her with the sweetest smiles, without a veil on her body tight in a peach corset that magnified the beauty of  her ebony skin. La Dame Sadique began to feel immediately the pleasure at the sight of those two beauties but at the same time she was tremendously annoyed by the instinctive surrender of Miss H. to the kindness of Mademoiselle J. So, with no room for the conveniences, she showed no sign of sweetness either on her face or gestures, kneeling Miss. H. tight in her pearly dress that was almost like her own skin. She squeezed her body with black ropes all, up to the folded legs, leaving no room for any movement.
She handed her a cup of champagne holding it to the ground, from which she forced Miss H. to drink like a kitten, but the victim with those repetitive actions was already leaving room for the pleasure that began to permeate her body.

La Dame Sadique approached her prey, slowly, Miss. H. could only see her black shoes and silk stockings. With fury she kicked the cup to the ground with one foot, forcing Miss H. to worship it. The scarlet mouth began to kiss the black stockings, leaving signs along the way. This brought the pleasure of La Dame Sadique up to the stars, who ordered Mademoiselle J. to put her victim back on a carved golden silk stool decorated with arabesques, here she gave vent to her pleasure on the body of Miss H. who was still under all the attentions of her mistress, experiencing torture and pleasure in a simultaneous way.

 

***

 

Miss H. qualche settimana prima aveva letto un articolo su una rivista francese a proposito de Les Chambres de Madmae Damur. Quel giorno si trovava in uno studio fotografico per la campagna pubblicitaria di un noto marchio di make up, ma la sua mente continuava a proiettarle  le voluttuose immagini di quelle belle donne francesi, vestite di tutto punto e che vivevano ogni giorno per il piacere, così lontane e diverse da lei che si sentiva intrappolata in una vita che non aveva scelto, glamour si ma così triste.

Così inviò una lettera a Madame Damour, spiegandole la sua insofferenza e la poca familiarità che aveva con il piacere. Madame Damour, grazie alla sua esperienza, capì subito che l’indole apparentemente  angelica e remissiva della bella star, ammirata in tutto il mondo per il suo candore, nascondeva in realtà una voglia non più irrefrenabile di abbandonarsi al piacere con tutto il suo corpo. La risposta di Madame Damour fu breve e schietta: la invitava a passare una notte a Les Chambres de Madame Damour in compagnia di una delle sue ragazze.

La Dame Sadique  era la ragazza più incline al piacere che Madame Damour avesse conosciuto, anche solo il suo aspetto trasmetteva sin dal primo sguardo sensazioni contrastanti. Il suo modo di esplorare il piacere era frutto dell’istinto innato di dominatrice, che si esprimeva anche attraverso il suo abbigliamento austero e sensuale, che ne esaltava tutte le generose forme del  corpo e lei lo sapeva molto bene che anche quelle erano un’arma per dominare la vista e la mente di chi la osservava.

La Dame Sadique era stata informata dell’arrivo di Miss H. solo qualche giorno prima e quando arrivò la sera del loro incontro passò ore ed ore a preparare ogni dettaglio per la loro notte di puro abbandono. Si fece aiutare da Mademoiselle J., sua compagna preferita perché sempre docile e remissiva ai suoi capricci di dominatrice.

Alle dieci in punto la stanza oro era pronta per accogliere la bella Miss H., la quale varcò la soglia intimidita e con lo sguardo basso. I suoi capelli platino ricadevano in onde voluminose sulle spalle delicate, La Dame Sadique pensò che quell’aspetto si addicesse ad un angelo dipinto da Raffaello.

Mademoiselle J. La accolse col più dolce dei sorrisi, senza veli sul corpo ben stretto in un corsetto pescato che ne risaltava la bellezza della pelle ebano. La Dame Sadique iniziò a provare subito piacere alla vista di quelle due bellezze ma al tempo stesso la infastidì tremendamente l’abbandonarsi istintivo di Miss H. alla gentilezza di Mademoiselle J. Così, senza spazio ai convenevoli, non mostrò alcun cenno alla dolcezza né sul volto né con i gesti, facendo inginocchiare Miss. H. stretta nel suo abito perlaceo che si confondeva con la su a stessa pelle. La strinse con  corde nere lungo tutto il corpo, fino alle gambe piegate, senza lasciarle spazio a nessun movimento.

Le porse una coppa di champagne appoggiandola a terra, dalla quale  costrinse Miss H. a bere come fa una gattina, ma la vittima con quelle azioni ripetitive stava già lasciando spazio al piacere che le iniziava a permeare il corpo.  La Dame Sadique si avvicinò alla sua preda, lentamente, Miss. H. poteva vederne solo le scarpe nere e le calze di seta. Con furia scaraventò la coppa a terra con un piede, costringendo Miss H. a venerarlo. La bocca scarlatta iniziò a baciare le calze nere, lasciando segni lungo il suo percorso. Questo fece salire alle stelle l’eccitazione de La Dame Sadique che ordinò a Mademoiselle J. Di ripiegare la sua vittima su di uno sgabello tappezzato di seta dorata e decorato da arabeschi, qui dette sfogo al suo piacere sul corpo di Miss H. che immobile subiva tutte le attenzioni della sua padrona, sperimentando tortura e piacere in maniera simultanea.

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