Art Blog by Loredana De Simone

Les Chambrese de Madame Damour #7 (finale)

 

 

 

Every year Madame Damour celebrated the carnival with her girls and their guests.
The party was organized weeks ago and the theme was always that of the carnival of Venice, where Madame Damour used to spend the carnival every year when she was a young demimonde. The memory of the happiness of those days passed to look at herself in the water of the canals wearing brocade and mask always made her look like a smile, it was just so that even a few minutes happened from the beginning of the party of Carnival, while she was dissolving her arsenic in cup of rosé. That elixir had allowed her to keep her white skin like a pearl despite the passing of years, her candor was a reason for admiration in youth and she had not ceased to be even now that candid skin no longer seemed to be fashionable. But you know, everything has its price and the higher one is the end that sooner or later arrives and Madame Damour wanted to decide when it would be hers.
Downstairs the girl and the guests had already opened the banquet sitting on the table as plates and cups from which to drink and eat. There was one who was looking for the sweetest fruits covered with layers of sugar and cream, ranging from laughter of pleasure and hot tongues. There was someone bathing in the champagne in a pink marble bathtub and who was concerned about getting the contents out. There were those who swirled on swings made of flower garlands and pearls, suspended in the middle of the air and singing American songs. All were happy, in a moment of lightheartedness , far from the world and from real life. Like in a dream that was about to disappear when the new day began to bend.
Mademoiselle Colette had chosen Mademoiselle H. as a serving dish for her favorite sweets, small meringues of royal origin combined with flower creams and fruits called macarons. And Mademoiselle H. was standing by having the little sweets on her back and hearing Mademoiselle Colette’s mouth crossing her to the ditches of Venus. Meanwhile, Mademoiselle Pearl uses her necklace to tie her hands to have a cup of champagne taken from the tub where Mademoiselle S. was collecting all the sweets that Mademoiselle P. could offer. So that the champagne had a much sweeter and more inebriating flavor than she was, It suited everyone involved in the party.

The party would end with all the ladies sleeping here and there, but Madame Damour did not like leaving a party at the end, she had always gone in the midst of joy. Conserving with her, like a photograph imprinted in the eyes and mind, the memory of the faces submerged in pleasure.
A letter in her room informed the girls that all that was in the palace now passed to their property and the Les Chambres de Madame Damour building had been sold to become a hotel.
Today, almost nothing left of that building, which was then divided into offices, apartments and a supermarket on the ground floor.
Only the large number plate of the civic number, decorated in bronze, remembers the happiest days.

 

***

 

Ogni anno Madame Damour celebrava il carnevale con le sue ragazze e loro ospiti.
La festa era organizzata settimane prima e il tema era sempre quello del carnevale di Venezia, dove Madame Damour era solita passare il carnevale ogni anno quando era una giovane demimonde. Il ricordo della felicità di quei gironi trascorsi a specchiarsi in acqua dei canali indossando broccati e maschere faceva sempre sembrare un sorriso, era proprio così che anche qualche minuto è avvenuto dall’inizio della festa quel giorno di carnevale, mentre scioglieva il suo arsenico Nella coppa di rosè. Quell’elisir le aveva permesso di conservare la sua pelle bianca come una perla nonostante il passare degli anni, il suo candore era stato motivo di ammirazione  in gioventù e non aveva smesso di esserlo nemmeno ora che la pelle candida non sembrava più essere di moda. Ma si sa, tutto ha il suo prezzo e quello più alto è la fine, che prima o poi arriva e Madame Damour voleva decidere lei quando sarebbe stata la sua.

Al piano di sotto le ragazza e le ospiti avevano già aperto il banchetto sedendo sul tavolo come piatti e coppe dalle quali bere e mangiare. C’era chi cercava i frutti più dolci ricoperti da strati di zucchero e panna, tra risate di compiacimento e lingue calde. C’era chi faceva il bagno immersa nello champagne  in una vasca di marmo rosa e chi si preoccupava di berne il contenuto. C’era chi volteggiava su altalene fatte di ghirlande di fiori e perle, sospeso a mezz’aria e intonando canzoni americane. Tutte erano felici, in un attimo di spensieratezza, lontane dal mondo e dalla vita reale. Come in un sogno che stava per scomparire all’albeggiare del nuovo giorno.

Mademoiselle Colette aveva scelto Mademoiselle H.  come piatto da portata per i suoi dolcetti preferiti, piccole meringhe di origine regale unite da creme ai fiori e frutti chiamati macarons. E Mademoiselle H. se ne stava immobile tenendo sull’incavo della schiena quei piccoli dolcetti e sentendo la bocca di Mademoiselle Colette che la  attraversava fino alle fossette di venere. Intanto Mademoiselle Pearl usa la sua collana per legarle le mani a reggere una coppa di champagne raccolta dalla vasca dove Mademoiselle  S. stava raccogliendo quanto di dolce poteva offrirle  Mademoiselle P. Così che lo champagne aveva un sapore molto più dolce ed inebriante, che ben si addiceva a tutte le partecipanti della festa.

La festa sarebbe volta al termine con tutte le donne sonnecchianti qua e là , ma Madame Damour non amava lasciare una festa alla fine, era sempre andata via nel bel mezzo della gioia. Conservando con se, come una fotografia impressa negli occhi e nella mente, il ricordo dei volti sommersi nel piacere.
Una lettera nella sua camera avvertiva le ragazze che tutto quello che c’era nel palazzo passava ora alla loro proprietà e l’edificio de Les Chambres de Madame Damour era stato venduto per diventare un’albergo.
Oggi quasi nulla è rimasto di quell’edificio, che è stato poi diviso per farne uffici, appartamenti ed un supermercato al piano terra.
Solo la grande targhetta del numero civico, in bronzo decorato, ne ricorda i giorni più felici.

– A most special thanks goes to Madame Dabi for her illustrations and the  support during this journey –

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2 Comments

  1. Louise

    28/08/2017 at 12:15 am

    Absolutly divine .
    So so elegantly beautiful !!

    Thank You so very much !

    1. Dada

      27/08/2017 at 10:22 pm

      Thank you Louise for your sweet comment!

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