Art Blog by Loredana De Simone

“Monsieur belle époque”: Erté

 

erté

Per tutta la sua vita si considerò un pavone le cui piume erano giacche colorate, combattendo contro le restrizioni degli abiti degli uomini che considerava non più che da camerieri ben vestiti.

Un giorno si presentò all’opera con un mantello dorato foderato da vere rose rosse, che distribuiva durante il suo cammino.

Ertè incarnò la joie de vivre degli anni venti e si fece portavoce di quell’Art Decò che ambiva all’essenziale, ad essere pura geometria.

Romain de Tirtoff nacque a San Pietroburgo nel 1892, dimostrò ben presto il suo carattere sfuggendo alle aspettative paterne che lo volevano ammiraglio come lui.

Così nel 1912 andò a Parigi per inseguire il suo sogno artistico e divenne Erté (dalla pronuncia francese delle sue iniziali). Iniziò lavorando per l’atelier di Paul Poiret, dal 1917 divenne illustratore per le copertine di Harper’s Bazaar (per il quale realizzò ben 200 copertine, raccolte nel volume Designs by Erté -1976- con testo a cura di Stella Blum), ma collaborò anche con Cosmopolitan e Vogue.

Le sue illustrazioni sono fatte di figure stilizzate che indossano abiti e gioielli sontuosi. Le sue creature sono un tutt’uno con ciò che indossano, la loro identità corrisponde alla loro apparenza. Le pose ed i gesti ingessati e stereotipati le rendono delle “muse inquietanti” nel ricordare dei manichini, pur con la grazia e la voluttuosità di donne in carne ed ossa.

Il suo tratto fonde la sinuosità dell’Art Nouveau con il rigore decorativo della nascente Art Decò. Con l’aggiunta dell’elemento orientalizzante, stimolato dalla scoperta della tomba di Tutankhamen  in quegli anni.

La poliedrticità di Erté si manifestò nella realizzazione di costumi e scenografie teatrali (lavorò per le Folies-Bergère dal 1919 al 1930), nella creazione di sculture e gioielli che diedero vita ai suoi disegni.

La sua arte conobbe una parabola discendente negli anni quaranta e cinquanta, per poi riprendersi nei sessanta con la produzione di litografie, serigrafie e statue. Negli anni settanta scrisse anche una autobiografia Things I Remember (1975), dove racconta di una Parigi sfavillante e stimolante per la sua vita ricca di personaggi illustri ed amanti.

Erté amò circondarsi di cose belle e lussuose, la sua casa era uno scrigno di bellezza.

Morì a Parigi all’età di 97 anni.

 

English version

Throughout his life he considered himself a peacock whose feathers were colored jackets, fighting against the restrictions of the clothes of the men that he considered to be not more than well-dressed waiters.

One day he go to the Opera with a coat lined with real red roses, that he landing along his way.

Ertè embodied the joie de vivre of the twenties and became the spokesman of that art deco that aspired to be essential, to be pure geometry.

 

Romain de Tirtoff was born in St. Petersburg in 1892, soon he showed his character escaping the father’s expectations who wanted him as admiral.

So in 1912 he went to Paris to follow his artistic dream and  he become Erté (the french pronunciation of his initials). He start working for the atelier of Paul Poiret, from 1917 became an illustrator for the covers of Harper’s Bazaar (for which he made over 200 covers, published in the book Designs by Erte -1976- with text by Stella Blum), but also collaborated with Cosmopolitan and Vogue.
His illustrations are made of stick figures wearing sumtuous clothes and jewelry. His creatures are one with what they wear, their identity corresponds to their appearance. The stereotyped poses and gestures make them  “disturbing muses” in remembering the mannequins, even if they have the grace and the voluptuousness of women in the flesh.

His line merges  Art Nouveau with the rigor of the nascent decorative Art Deco. With the addition of the Orientalizing element, encouraged by the discovery of the tomb of Tutankhamen in those years.

The versatility of Erte was manifested in the creation of costumes and stage sets (he worked for the Folies-Bergere from 1919 to 1930), in the creation of sculptures and jewelry that gave life to his designs.

His art experienced a knew a dawnward trend in the forties and fifties, before recovering in the sixties with the production of lithographs, serigraphs and statues. In the seventies he also wrote an autobiography, Things I Remember (1975), where tells about a glittering Paris and inspiring for his life full of famous people and lovers.

Erté loved to surround themselves with beautiful and luxurious things, his house was a treasure  box of beauty.

He died in Paris at age of 97.

Costume for Mistinguett Theatre de Ba-ta-Clan. Erte 1917

Costume for Mistinguett Theatre de Ba-ta-Clan, 1917.

Cover for Harpers Bazaar -Mariage d'Amour1927

Cover for Harpers Bazaar “Mariage d’Amour”, 1927.

Delman's Shoes 1934

Delman’s Shoes, 1934.

Erte Amoureuse 1977

 Amoureuse, 1977.

Folies Bergere 1909

Folies Bergere, 1929.

Folies Bergere, Paris, 1924.

Folies Bergere, 1924.

Harper’s Bazaar 1931

1931.

Loge de Theatre (1912)

Loge de Theatre, 1912.

Marchesa Luisa Casati by ertè 1924

Marchesa Luisa Casati, 1924.

May 1933

1933.

 – Things I Remember: An Autobiography, Quadrangle/The New York Times Book Co., 1975.

site dedicated to Erté

 

You Might Also Like

Leave a Reply