Art Blog by Loredana De Simone

Museo Boncompagni Ludovisi

 

Il Museo Boncompagni Ludovisi, per esteso Museo Andrea e Blanceflor Boncompagni Ludovisi, è situato al civico 18 di via Boncompagni, una traversa di Via Veneto culla della “Dolce Vita Romana”.

Inaugurato nel 1995 come centro di promozione delle arti decorative, del costume e della moda italiana grazie alla donazione del villino Boncompagni da parte di Blanceflor Bildt, dal 1996 comincia ad accogliere le donazioni di privati e della Maison Romane come Sarli, Gattinoni e le Sorelle Fontana.

Blanceflor Bildt, figlia del barone Carl Bildt e di sua moglie Alexandra, nasce a Siena nel 1891, la sua formazione è prevalentemente umanistica ed eredita tutta la filantropia paterna. A vent’anni si innamora di un principe italiano, Andrea Boncompagni Ludovisi, promesso sposo ad una giovane e ricca americana con la quale dovette sposarsi nel 1916. L’accordo prematrimoniale prevedeva qualche anno di matrimonio in cambio di rendite per il principe ed il titolo nobiliare per la borghese Margeret Preston Draper. Nel 1924 il matrimonio viene annullato e Blanceflor, che aveva atteso per tutti questi anni, può sposare il principe.

Blanceflor Bildt ci accoglie dipinta in un maestoso quadro, opera di Philip Laszlo, nel Salone delle Vedute al piano nobile sulle cui pareti è riprodotta con la tecnica trompe l’oeil la vegetazione della villa del Cardinale Ludovico Ludovisi, distrutta nel 1886 per far posto al rione Ludovisi. Dalla lottizzazione dei terreni, fortemente contestata da Gabriele D’Annunzio, nacque il villino Boncompagni. Progettato nel 1901 da Giovanni Battista Giovenale in stile eclettico, mescolando elementi classicisti, rococò e liberty.

Il secondo piano del villino mostra la sua più recente vocazione museale con una collezione di dipinti, oggetti d’arredo, abiti ed accessori che ci fanno immergere nel passaggio tra liberty ed anni trenta in Italia.

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The Museum Boncompagni Ludovisi, extended Museum Andrea and Blanceflor Boncompagni Ludovisi, is located at number 18 of Via Boncompagni, a street of Via Veneto iconic place of the “Roman Dolce Vita”.
Opened in 1995 as a center for the promotion of the decorative arts, costume and Italian fashion thanks to the donation of Boncompagni villa by Blanceflor Bildt, from 1996 it began to receive donations from privates and the from the Roman Maisons as Sarli, Gattinoni and Sorelle Fontana.

Blanceflor Bildt, daughter of Baron Carl Bildt and his wife, Alexandra, was born in Siena in 1891, her formation is predominantly humanistic and inherits all the paternal philanthropy. At twenty she falls in love with an Italian prince Andrea Boncompagni, fiancé to a young and rich American girl with which he had married in 1916. The prenuptial agreement involved both in a few years marriage in exchange for annuities for the Prince and the title noble for the bourgeois Margeret Preston Draper. In 1924 the marriage is annulled and Blanceflor, who had waited for all these years, can marry the prince.

Blanceflor Bildt welcomes us painted in a majestic setting, painted by Philip Laszlo, in the Salone of Views on the main floor on the walls is reproduced, with the technique trompe l’oeil, the vegetation of Cardinal Ludovico Ludovisi Villa, destroyed in 1886 to make way for Ludovisi district. The parcelling of that land, strongly disputed by Gabriele D’Annunzio, was born on the Boncompagni villa. Designed in 1901 by Giovanni Battista Giovenalein an eclectic style, mixing classicists, Rococo and Liberty elements.

The second floor of the villa shows its newest museum vocation with a collection of paintings, decorative objects, clothes and accessories that make us plunge into the passage between liberty and 1930s in Italy.

Portrait of Princess Blanceflor by Philip Laszlo.

In questa piccola sala che ci accoglie al secondo piano del Museo Boncompagni Ludovisi è allestito un piccolo atelier di moda che mostra cappelli, accessori e riviste appartenuti a Palma Bucarelli, Maria Vittoria Alfonsi e Gina Natalini. Inoltre ci sono disegni delle creazioni delle maggiori Maison di moda Italiane. ***  In this small room that welcomes us to the second floor of the Boncompagni Ludovisi Museum is arranged a small fashion atelier showing hats, accessories and magazines belonged to Palma Bucarelli, Maria Vittoria Alfonsi and Gina Natalini. In addition there are drawings of the creations of the greatest Italian fashion Maison.

 

 

Ci immergiamo nella sala dedicata alla Ritrattistica della Belle Epoque, emerge “Ritratto di Signora di Camillo Innocenti” (1910). Sulla parete di fondo un abito da sposa del XIX secolo ed una vetrina di ninnoli femminili dello stesso periodo. *** We immerse ourselves in the room devoted to portraiture of the Belle Epoque, emerges “Portrait of a Lady” by Camillo Innocenti  (1910). On the back wall of a nineteenth-century wedding dress and a showcase of female trinkets in the same period.

 

 

Una sezione dedicata ai sentimenti ed alle loro espressioni è quella de Gli Affetti: foto di famiglia, vasi delle sorelle Corinna ed Olga Modigliani, il ritratto della figlia di Giacomo Balla (1939), “In Chiesa” di Camillo Innocenti (1905-1906). *** A section dedicated to feelings and their expressions is that of The Affections: family photographs, vases of sisters Corinnaand Olga Modigliani, the portrait of the daughter of Giacomo Balla (1939), “In Church” by Camillo Innocenti (1905-1906) .

“La Primavera” è un ciclo pittorico realizzato da Galileo Chini per la Biennale di Venezia del 1914. Quattro tele, delle totali diciotto che componevano il ciclo, sono allestite in una piccola sala. Il verde domina su tutto, punteggiato da stucco ricoperto da foglia d’oro e d’argento. La composizione, fortemente influenzata dalla Secessione Viennese del 1902, è considerata il maggiore ciclo del Liberty italiano. *** “The Spring” is a cycle of paintings made by Galileo Chini for the Venice Biennale in 1914. Four paintings, of the total eighteen that made up the cycle, are set in a small room. The green dominates everything, punctuated with stucco covered with gold and silver leaf. The composition, strongly influenced by the Vienna Secession in 1902, is considered the major cycle of Italian Liberty.

 

 

 

Pareti rosa ci introducono nell’ultima sala, dedicata al Futurismo e al Decò. De Chirico e Giacomo Balla giganteggiano, un piccolo boudoir è allestito con sete, lustrini e merletti dalle più famose sartorie romane. *** Pink walls introduce us to the last room, dedicated to Futurism and Art Deco. De Chirico and Giacomo Balla towering, a small boudoir is set up with silks, sequins and lace from the most famous Roman tailors.

 

– Info to visit the Boncompagni Ludovisi Museum –

 

 

 

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